LA SCHIAVITU' E L'ESODO DEGLI EBREI

LA SCHIAVITU' E L'ESODO DEGLI EBREI

Apr 30, 2026 - 04:24
Apr 30, 2026 - 09:11
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LA SCHIAVITU' E L'ESODO DEGLI EBREI

LA SCHIAVITU' E L'ESODO DEGLI EBREI

CHI ERANO GLI EBREI ?

 

Un'altra citazione degli “Apiru” la troviamo su di una scena parietale, rinvenuta durante gli scavi di un monumento egizio risalente all'epoca della regina Hatshepsut e Tutmosi III (1470 a.C. circa). In essa sono rappresentati uomini che lavorano ad un pigiatoio per il vino. La didascalia sotto l'immagine porta scritto: “Estrazione del vino degli Apiru”. Gli Apiru sono inoltre citati in una lettera presente sul Papiro di Leiden, risalente all'epoca di Ramesse II (1250 a.C. circa), dove vengono impartite le seguenti disposizioni: “.......distribuire grano agli uomini dell’esercito e agli Apiru che trainano la pietra per il grande pilone di Ramses II.......”. Dalle famose “lettere di Amarna” si apprende che il governatore cananeo Er-Heba, scrisse una serie di lettere al faraone nelle quali si lamentava degli "Hapiru" perché stavano saccheggiando le terre del re. Se non avesse inviato aiuto militare l'intera terra sarebbe passata in mano agli Hapiru. Come specificato in precedenza, molti studiosi hanno ritenuto di associare il termine Apiru o Habiru o Hapiru con Ebrei; questo in virtù di una presunta assonanza che passa attraverso il termine “Ivri” (o evriu) da cui Ebrei. Io penso che già non sappiamo di preciso come, a quei tempi, venisse pronunciata oralmente la parola Apiru, e forse neppure la parola Ebrei, che caso mai l'assonanza la intuiamo solo oggi. La ragione è molto semplice, nulla dimostra che in quel periodo esistesse un popolo che costituisse un'entità politica ne tanto meno religiosa da poter identificare come Ebrei. Forse i futuri ebrei erano Hapiru ma non tutti gli Hapiru erano ebrei. In verità il popolo universalmente riconosciuto come Ebrei inizierà ad esistere solo parecchie generazioni dopo, dovrà passare ancora molto tempo prima che questo “insieme di individui”, riuniti sotto la guida di Giosuè, arrivi a conquistare la terra di Canaan e fondare Israele (Gios. 10,12). Ho definito “insieme di individui” non già in senso dispregiativo ma solo per precisare che nulla li legava in modo permanente, gli Habiru esistevano fin dai tempi più remoti. Sono presenti nei primi documenti a noi disponibili centinaia di anni prima di Abramo. Erano dispersi in tutto il Vicino Oriente dall’Egitto alla Mesopotamia, alle estremità dell’Assiria, e nelle regioni dell’Anatolia. Non sono limitabili a nessuna area geografica, a nessuna nazione o categoria sociale; a nessuna religione comune. Durante il periodo citato nella bibbia nulla ci autorizza a considerare il popolo, emigrato in Egitto e poi uscito con Mosè, come il “Popolo ebraico”. Nessun elemento conferma che quella gente, proveniente da Canaan, avesse qualche tipo di legame culturale, politico, territoriale o religioso che li accomunasse. Parlando di Ebrei siamo propensi a pensare che agissero spinti da un Dio comune, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe, ma è stato dimostrato che non era così, gli “ebrei” di allora non erano per niente monoteisti, ne tanto meno credenti in quel dio che gli verrà imposto in seguito da Mosè. Erano molti gli dei ai quali essi facevano riferimento ma di certo non nel Dio dei Patriarchi. Ma chi era il Dio dei Patriarchi? Se leggiamo attentamente la Bibbia non possiamo fare a meno di notare che in essa, a partire dalla creazione, troviamo accenni a più di un Dio che assume di volta in volta nomi diversi. Nei documenti Hittiti si trovano lunghe liste di divinità invocate per proteggere i trattati. In uno di questi, stipulato con l’Egitto, la lista delle divinità conclude con le seguenti parole: “......e così ancora a…... e gli dèi degli Hapiri, ...…”. Nelle antiche religioni dell'area semitica, siro-cananea, e mesopotamica il Dio prevalente era “El”, nome utilizzato sotto varie forme per ben 250 volte nella Bibbia per nominare Dio fino a diventare parte integrante del nome stesso che Dio assegna all'ultimo Patriarca Giacobbe, Isra-El. Secondo l'interpretazione comune il nome Israele deriverebbe da “Ish roe El” che significa "l'uomo che vide l'angelo di Dio”. Nel primo capitolo della Genesi Dio viene chiamato per ben 32 volte Elohim. Va rilevato che un aspetto importante del termine Elohim è la sua forma al plurale derivante dalla radice El. Non sono riuscito a trovare in nessun testo una ragione valida che giustificasse l'uso del plurale, la cosa induce a pensare che si sia voluto far riferimento ad altri Dei. Secondo alcuni il termine “Elohim” non sarebbe un semplice plurale ma un plurale di astrazione, che è un singolare a tutti gli effettied i verbi ad esso collegati sono infatti singolari. Non volendo pensare che Dio parli in terza persona, in Genesi 1:26 troviamo: "…...Facciamo l'uomo a “nostra” immagine e a “nostra” somiglianza.......", al plurale. Ma il nome di Dio più diffuso nella bibbia è quello di “Adonai” che in ebraico significa “Mio signore”. Interessante notare che anche questo termine viene pronunciato al plurale, il corrispettivo singolare è “Adon”. Ritorneremo ancora su questo nome quando parleremo del faraone Akhenaton e del suo dio “Aton”. Per chi non lo sapesse a tutt'oggi gli Ebrei non leggono il tetragramma divino YHWH, (per alcuni Yahweh o Jeova o Geova), altrimenti impronunciabile, ma si rivolgono a Dio leggendo il nome di "Adonaï", termine col quale compare 439 volte nell'antico Testamento, così come nella qabbalah e su numerosi amuleti.